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sabato 22 maggio 2010

La barca a vela come terapia per i disabili

La barca è sicuramente una straordinaria terapia per i disabili
sia motori che psichici. Il fatto di salire su una barca dà loro grandi responsabilità, assumendo un ruolo importante nella gestione della barca e tali stimoli sono positivi soprattutto i quei ragazzi che hanno problemi di integrazione.

Con questi obiettivi è nata la "Velaterapia", reinserimento sociale e scuola di convivenza con i compagni di viaggio, condivisione totale di emozioni e sensazioni che solo il mare può regalare.

La barca a vela diventa un microcosmo con regole e compiti da seguire. Tale situazione consente di accettare le regole e contemporaneamente di dimostrare il proprio valore.

La barca è un piccolo mondo dove poter crescere in tutte le normali esigenze quotidiane ma anche in quelle che normalmente non s'incontrano sulla terra ferma.
Questa esperienza, a contatto con la natura, porta i ragazzi ad una maturazione psicologica e sociale dandogli la possibilità concreta di avere un ruolo attivo nella società.

martedì 20 aprile 2010

La forza terapeutica della vela

Un giorno ho sentito per caso parlare di Marcello Di Lorenzo e di velaterapia. La curiosità mi ha spinta a cercare di rintracciarlo, per provare a farmi raccontare da lui cos'è e come funziona la velaterapia. Mi ha raccontato un'esperienza a mio parere formidabile.

Il movimento della velaterapia sta nascendo e si sta sviluppando in tutta Europa e ha già un suo Manifesto. Lo scorso novembre, infatti, è stato approvato dal Parlamento Europeo il Manifesto europeo della vela solidale, nel quale in dieci punti sono sanciti i principi che animano e ispirano l’idea che la vela è per tutti.

Il Dream, uno speciale tipo di barca, permette a tutti di poter veleggiare in completa sicurezza stando seduti. Proprio per questo anche i disabili motori possono provare questa emozione senza nessun tipo di problema. Costruita proprio per questo scopo, è facilissimo condurla anche per chi non ha mai avuto la possibilità di salire su una barca a vela.

Durante la navigazione, l'unica cosa sulla quale ti devi concentrare è la regolazione delle vele: ciò consente al cervello di estraniarsi completamente da tutto il resto. Sta proprio in questo passaggio la forza terapeutica della vela: a bordo siamo tutti indistintamente uguali, si condividono le stesse emozioni e gli stessi spazi, si diventa equipaggio, che è un legame più forte di quello rappresentato dalla squadra.

I corsi organizzati da Marcello si svolgono prevalentemente nel periodo primavera/estate per un totale di 10 lezioni che concorda assecondando le esigenze degli allievi e dei genitori.
In Italia, sono già parecchi i luoghi attrezzati allo scopo e il prossimo obiettivo di Marcello è quello di creare un passaggio all’Argentario, vista la sua posizione strategica al centro del Tirreno, per qualsiasi barca con disabili a bordo che percorra delle rotte con un transito vicino al promontorio.

Il suo sogno è quello di comprare un catamarano come quello di Andrea Stella (che è riuscito a tornare a veleggiare nonostante la sedia a rotelle, grazie al primo catamarano privo di barriere architettoniche) e portare in giro un messaggio di uguaglianza contro ogni tipo di discriminazione.

fonte: SaniHelp.it